ipnosi medica

Cos’è l’Ipnosi Medica

Il termine “Ipnosi Medica” proposto da James Braid non è certo quello più adeguato per sintetizzare e descrivere quanto avviene in quella condizione particolare di funzionamento dell’organismo umano detta ipnosi. In detta condizione sono coinvolti aspetti neuro-psicofisiologici particolari, una relazione interpersonale e l’impiego di potenzialità specifiche del soggetto.

Attualmente l’ipnosi medica è definita negli ambienti universitari come “la manifestazione plastica dell’immaginazione creativa adeguatamente orientata in una precisa rappresentazione mentale, sia autonomamente (autoipnosi), sia con l’aiuto di un operatore con il quale si è in relazione”.

Diverse sono ancora oggi le teorie e le interpretazioni del fenomeno che si confrontano.

In termini neurofisiologici l’ipnosi viene interpretata come condizionamento, apprendimento, inibizione ed eccitazione corticale e in termini psicologici è interpretata come rapporto interpersonale, come suggestione, come gioco di ruoli, come regressione e come transfert; alcuni addirittura sostengono che l’ipnosi non esista, in quanto per spiegare i fenomeni osservati non è necessario ricorrere al concetto di ipnosi. Tutti punti di vista plausibili e tutti rientranti in ciò che oggi sappiamo essere l’ipnosi.

L’ipnosi non è altro che “la manifestazione plastica dell’immaginazione creativa adeguatamente orientata”. Quest’ultima è la definizione fatta propria dal CIICS (Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale).

ipnosi

Le potenzialità

Sono diverse le potenzialità dell’ ipnosi medica documentate scientificamente. Il soggetto in ipnosi può modificare la percezione del mondo esterno; può percepire stimoli che in realtà non ci sono e non percepire quelli che sono presenti; può distorcere percezioni di stimoli effettivamente esistenti creando illusioni.

In ipnosi è possibile modificare il vissuto sensoriale; il vissuto di schema corporeo e in particolare è possibile un controllo del dolore. Il soggetto in ipnosi può orientare con facilità la propria introspezione nei diversi settori del suo organismo, può ampliare o ridurre le sensazioni che provengono dall’interno del suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea.

Con l’ipnosi è possibile entrare nella propria storia e variare i criteri di elaborazione dell’informazione in ingresso; è possibile modificare i significati che il soggetto ha dato in passato alle sue esperienze fruendo delle alternative che possedeva. Si possono ottenere dei cambiamenti nella continuità della memoria (amnesie parziali o totali).

È stato invece provato che la possibilità di ricordare eventi passati di cui non si ha memoria è pressoché nulla: le indagini hanno dimostrato che terapie simili sono spesso causa di falsi ricordi o ricordi non esatti, dettati dalla fantasia del paziente o da un’interpretazione errata.

Le emozioni sono una risposta dell’organismo a momenti dell’esistenza. Mentre nello stato di veglia il controllo volontario delle emozioni pare essere un compito particolarmente arduo, in ipnosi queste possono essere amplificate o ridimensionate; e vi è inoltre la possibilità di passare repentinamente da un’emozione all’altra in relazione ai suggerimenti che vengono impartiti dall’ipnotista.

Attraverso l’ipnosi il soggetto può apprendere a smorzare la sua risonanza emotiva.

Il senso dell’Io può essere distaccato da un’ampia varietà di tipo di informazioni e situazioni ai quali è normalmente applicato. In un soggetto in regressione d’età l’emergere di un ricordo con tonalità affettiva particolarmente coinvolgente può essere vissuto non come esperienza propria ma semplicemente come informazione neutra attinta dalla memoria. Il senso dell’Io può anche essere distaccato dal proprio corpo come avviene per la non percezione del dolore.

In ipnosi esiste la possibilità di alterare la qualità e la quantità del controllo della muscolatura volontaria, della motilità e in particolare di modificare alcune modalità di funzionare del nostro organismo, credute al di fuori di ogni controllo volontario, quali quelle del sistema neurovegetativo, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario. Tutte le possibilità di comportamento elencate non possono essere ovviamente pensate come realizzabili allo stesso livello da tutti i soggetti, almeno immediatamente, in quanto sono coinvolti predisposizione genetica e tempi di apprendimento.

Tecniche

Le tecniche di gestione dell’ ipnosi medica, specialmente in ambito terapeutico, sono cambiate nel tempo in relazione alla maggior conoscenza e ai diversi criteri di interpretazione del fenomeno. Si è transitati dai “passi” di Franz Anton Mesmer, dalle tecniche che cercavano di indurre rilassamento e sonno, dalle suggestioni dirette all’eliminazione dei sintomi, per giungere con Milton Erickson e altri studiosi alle elaborate tecniche di visualizzazioni guidate e di regressioni di età orientate alla definizione e rielaborazione delle dinamiche inconsce per finalità psicoterapeutiche.

Le tecniche elaborate nel tempo sono state verbali, gestuali, attive, passive, di tensione, di rilassamento, dirette, indirette, mascherate, esplicite, accompagnate da comunicazioni visive, tattili, sonore e posturali.

È necessario che l’ipnotista abbia ben chiaro e ben definito l’obiettivo da raggiungere, ossia qual è l’idea che deve esprimersi plasticamente, qual è il comportamento da realizzare e qual è la rappresentazione mentale che li definisce in maniera adeguata. L’idea da realizzare deve essere fatta propria dal soggetto con cui si opera perché possa attivarsi il dinamismo atteso.

Perché la rappresentazione mentale possa essere espressa in termini fisici e/o di comportamento deve essere “carica della valenza giusta” (credenza, motivazione, aspettative, orientamento e attenzione). Un ulteriore accorgimento è che l’azione definita dall’obiettivo debba essere di possibile realizzazione per il soggetto in virtù della sua costituzione psicofisica e delle sue potenzialità di apprendimento. La tecnica da me utilizzata è l’ipnosi medica rapida o IpnoR.A.P che vede come docente il dott. Giuseppe Regaldo.

Applicazioni

Le fonti più remote nelle diverse culture che fanno pensare all’uso dell’ipnosi in ambito terapeutico illustrano tale impiego prevalentemente rivolto al controllo del dolore, quindi come metodica analgesica. Da quando l’ipnosi è maggiormente conosciuta come modalità particolare del funzionare umano, che può essere tecnicamente controllata da esperti professionisti, è utilizzata in ambito extraterapeutico nello spettacolo, nello sport e nella ricerca, e in ambito terapeutico nelle diverse specializzazioni della medicina, della psicologia clinica e dell’odontoiatria.

L’ ipnosi medica viene sempre più utilizzata con buoni risultati nel controllo delle emozioni (disturbi d’ansia, attacchi di panico, rabbie,tristezze) e delle dipendenze (alcol, fumo, droghe), attraverso le varie forme di psicoterapia e ipnositerapia. È impiegata inostetricia nella preparazione e nella conduzione del parto, in odontoiatria nelle varie fobie da studio dentistico e come analgesico, in dermatologia nelle diverse forme di malattie psicosomatiche, e negli ultimi anni anche in oncologia come strumento del sostegno psicologico, impiegata come tecnica di rilassamento, e nella eliminazione degli effetti collaterali alle diverse terapie quali la nausea, il vomito, l’eccessiva stanchezza e ovviamente nella gestione delle diverse emozioni negative.

Ipnosi extraclinica

L’uso delle tecniche di ipnosi medica in diversi campi ha prodotto numerose attività diversamente definite, tra esse:

Ipnosipedia: l’impiego dell’ipnosi nell’apprendimento. Il suo impiego è finalizzato ad aumentare la concentrazione, a realizzazione monoideismi che esaltino le capacità intellettuali e, attraverso suggerimenti post-ipnotici, è possibile rafforzare la personalità ed aumentare la motivazione allo studio.
Ipnosi per lo sport: riguarda tecniche utilizzate per la preparazione psicologica degli atleti in diverse discipline sportive.
I risultati che si possono ottenere con l’impiego dell’ipnosi con gli atleti sono:
1) il raggiungimento di rilassamento sia muscolare che mentale, il che favorisce il controllo del tono muscolare e dello stato emotivo,
2) il controllo dell’ansia pre-agonistica,
3) il recupero della fatica fisica e mentale.
Ipnosi per scopi militari.
Ipnosi nei programmi spaziali.
Ipnosi da palcoscenico.
Ipnosi per lo studio di fenomeni paranormali.
Ipnosi “illegale”, applicazioni extracliniche per finalità illecite, solitamente truffaldine.

 

Autoipnosi

L’autoipnosi è la realizzazione dello stato ipnotico su se stessi. In ambito clinico l’ipnotista impartisce al paziente delle istruzioni particolari affinché apprenda a entrare autonomamente nello stato ipnotico. All’inizio dell’apprendimento, per agevolare la realizzazione della trance, possono essere utili delle audiocassette con la voce registrata del terapeuta. Con l’allenamento e l’esperienza migliora sempre più l’abilità del soggetto a realizzare l’ipnosi.

L’autoipnosi può essere utilizzata per gli stessi obiettivi per i quali è impiegata l’ipnosi eterodiretta: correzione di comportamenti inadeguati (mantenere una dieta, smettere di fumare ecc.), controllare emozioni (ansie varie), realizzare stati di distensione, terapia regressiva, etc..

Oggi, grazie a tecniche di indagine sofisticate (risonanza magnetica funzionale, tomografia a emissione di positroni) sappiamo che il funzionamento ipnotico per sua natura ha poco o nulla di psicologico, in quanto l’ipnosi produce evidenti alterazioni neurofisiologiche, e questo avviene in modo non farmacologico, naturale, e sovente anche spontaneo. Per questo motivo non ha alcun senso confinare l’ipnosi al solo ambito clinico. Molti parlano di ipnositerapia, ma ad esempio Erickson ha affermato che una cosa come l’ipnositerapia non esiste (Seminars, Workshops, and Lectures of MHE, vol. IV), perché l’eventuale processo terapeutico non dipende affatto dalle parole o dalle azioni del terapeuta, come comunemente si crede, ma deriva interamente da una riorganizzazione interna che solo il paziente medesimo può portare a termine in un ambiente favorevole (Erickson, 1948). In pratica il presunto ipnoterapeuta è soltanto un mezzo.

Infine, si tenga conto che il principio di autorità è finito con il Medioevo. A quel tempo per dimostrare qualcosa si diceva: “ipse dixit”, l’ha detto lui (Aristotele). Oggi sembra che stia accadendo la stessa cosa con Erickson, il cui nome viene citato per dare credibilità a certe affermazioni. Di questo fenomeno Erickson si era già lamentato nel 1964 in un suo editoriale.

Durante lo stato ipnotico si può influire su tutte le funzioni dell’organismo abolendole, inibendole, potenziandole o normalizzandole. Le vie di cui la mente si serve per influire sul somatico, sul viscerale o sull’umorale sono le stesse di cui si serve lo stress per provocare i suoi effetti. Dal punto di vista neurofisiologico, la mente comunica col corpo principalmente attraverso il sistema ipotalamo-limbico, centro di affluenza di stimoli provenienti dal talamo e quindi dalla corteccia, dal sistema limbico e dal sistema reticolare. L’ipotalamo poi funziona come un trasformatore di energia perché trasforma l’informazione neuronale (fornita di energia psichica) in informazione neurormonale che mediante messaggeri raggiunge la periferia. Tutte le strutture sono collegate tra loro sia mediante fibre nervose che mediante ormoni, neuropeptidi,neurotrasmettitori, che interagiscono tra loro mediante uno sviluppato comportamento a feedback.

Il funzionamento del sistema nervoso autonomo porta in periferia l’informazione in maniera digitale (mentre quella di ormoni,peptidi e mediatori è di tipo analogico). Attraverso queste vie si possono ottenere risultati terapeutici significativi.

Gli esperimenti condotti in ipnosi tengono conto delle conoscenze scientifiche attuali, in particolar modo di quelle psicobiologiche che riguardano i mediatori che portano i messaggi in periferia. Ciò permette di reinterpretare tutta la fenomenologia e le relative risposte terapeutiche, per renderle utilizzabili in medicina.

Considerazioni giuridiche (normativa italiana)

L’ipnosi medica è un metodo terapeutico riconosciuto e verificato sperimentalmente da oltre un secolo.
Sebbene non sia molto conosciuto e praticato in Italia, trova piena legittimazione nel principio della libertà terapeutica e nel riconoscimento da parte della comunità scientifica.[senza fonte] L’ipnosi come intervento sanitario (cioè come intervento clinico e/o come terapia di affezioni con componente organica o come terapia del dolore) può essere praticata solamente da chi sia abilitato all’esercizio di una professione sanitaria. La legge 14 gennaio 2013, n. 4, prevede in ambito non sanitario, di riconoscere quali professionisti abilitati all’ipnosi, anche tutti coloro che non esercitano una professione sanitaria, ma che sono qualificati e inquadrati in uno dei rami delle ”discipline analogiche” e/o delle ”discipline olistiche”.

In altra parole: solo in un contesto clinico l’ipnotista deve avere la qualità di medico o psicologo, od anche, in relazione all’impiego nella terapia del dolore, odontoiatra. Ogni altro impiego per finalità sanitarie cliniche o diagnostiche da parte di persona non abilitata integra il reato di esercizio abusivo di professione, previsto e punito all’art. 348 del codice penale.

È ovvio che il terapeuta dovrà conoscere adeguatamente l’ipnosi, come deve conoscere bene tutti i metodi terapeutici pertinenti alla sua specializzazione, e dovrà valutare in scienza e coscienza i possibili vantaggi e rischi dell’eventuale terapia. È altrettanto ovvio che non potrà procedere alla terapia senza il consenso informato del paziente ovvero di chi ne ha la legale rappresentanza, genitore, tutore o curatore speciale.

Il vigente codice penale, promulgato nel 1930, menziona espressamente l’ipnosi in due punti. L’art. 613 del codice penale punisce chiunque mediante suggestione ipnotica o in veglia, sostanze alcooliche o stupefacenti ponga una persona, senza il di Lei assenso, in stato d’incapacità d’intendere o volere. La punibilità non è esclusa se chi presta il consenso è minore di anni diciotto, infermo di mente, ovvero in stato di deficienza psichica per altra infermità ovvero abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti, ovvero il consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o suggestione ovvero carpito con l’inganno.

COSA CURA

dolore, ansia, preparazione al parto, disturbi della concentrazione.

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